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Pro Loco Azzate accoglie con profondo cordoglio
la notizia della scomparsa
di Giancarlo Vettore, avvenuta il 1° giugno 2026, aveva 81 anni.

Lo ringraziamo per aver dato voce alle carte antiche, per aver riportato alla luce storie, persone e luoghi che rischiavano di essere dimenticati, per averci insegnato che la memoria non è nostalgia, ma responsabilità.

Con lui la nostra comunità di Azzate perde una presenza discreta, generosa e fondamentale: una di quelle figure che, senza cercare visibilità, hanno saputo custodire e restituire ad Azzate una parte preziosa della propria storia. Giancarlo era uno storico autodidatta, mosso da una passione autentica e tenace. Molti lo hanno riconosciuto come lo “storico di Azzate”, uno dei più profondi conoscitori della nobile famiglia Bossi; lui, con la modestia che lo contraddistingueva, preferiva definirsi semplicemente un appassionato di storia locale. Proprio questa umiltà rendeva ancora più grande il valore del suo lavoro.

Per anni ha studiato archivi, documenti, pergamene, registri parrocchiali, atti notarili, carte catastali e memorie familiari. Si è avvicinato a materiali spesso difficili da leggere e interpretare. Ma con pazienza ha cercato con rigore e rispetto, trascrivendo, confrontando e ricostruendo vicende che rischiavano di restare sommerse dal tempo. Il suo nome resterà legato in modo particolare alla famiglia Bossi, alle sue dimore, alle sue carte e al ruolo che ebbero i nobili Bossi nella storia di Azzate e del territorio varesotto ed oltre.

Fu assiduo frequentatore dell’Archivio di Stato di Varese e consultò con grande dedizione l’archivio della famiglia Bossi. La sua attività lo portò anche a collaborare con il Centro Internazionale di Ricerca per le Storie Locali e le Diversità Culturali dell’Università degli Studi dell’Insubria, in particolare nell’ambito delle ricerche sul Catasto Teresiano e sulla ricostruzione dei proprietari di case e terreni nel territorio varesino del Settecento.

Fondatore di Aciate - Gruppo ricerche storiche Giancarlo ha lasciato, ricerche, appunti, documenti e ricostruzioni che oggi rappresentano un riferimento per studiosi, appassionati, giornalisti e cittadini. Le sue ricerche hanno contribuito a far conoscere negli anni e negli incontri pubblici, anche con Pro Loco Azzate, le ville storiche, le chiese, le antiche proprietà e le famiglie che hanno segnato la storia del nostro territorio. La sua presenza ha accompagnato negli anni numerose iniziative culturali promosse sul territorio. Fu consulente e riferimento per la Pro Loco Azzate, sempre disponibile a offrire chiarimenti, fonti, indicazioni e letture storiche.

Il suo percorso si è intrecciato con quello di persone e realtà che, in modi diversi, hanno contribuito alla valorizzazione del nostro patrimonio. L’affine collaborazione con Pro Loco Azzate e il suo giornale, il gAzzatino della Valbossa, mensile distribuito in circa 10 comuni, dall’83 fino al 2000, circa. L’incontro con Philippe Daverio, episodio singolare e “storico” rimasto vivo nella memoria della comunità, unito all’interesse per il patrimonio artistico della chiesa prepositurale della Natività di Maria Vergine, come la copia del “Cristo morto” di Hans Holbein. La collaborazione con la storica dell’arte Eva Coti Zelati ‘forestiera’ ed accolta a braccia aperte, con la quale partecipò a percorsi di scoperta delle ville e dei luoghi storici di Azzate, a Carlo Alberto Carutti, legato al palazzo comunale Villa Bossi Tettoni Benizzi Castellani e alla villa privata dell’Antica Stanza Cortese del proprietario Roberto Faravelli. Diede la sua conoscenza anche al professor Andrea Spiriti, ordinario di Storia dell'arte moderna all'Università degli Studi dell'Insubria, la storica dell’arte Anna Elena Galli e tanti illustri altri.

Anche in anni recenti il valore delle sue ricerche ha continuato a emergere. Nel luglio 2025, una vicenda storica comparsa sul quotidiano L’Eco di Bergamo ha richiamato l’importanza del suo lavoro di conservazione e mediazione archivistica

Nell'articolo de L’Eco di Bergamo del 19 luglio 2025 “Il mistero del manoscritto 'arabo'”, Giancarlo Vettore ha un ruolo decisivo come tramite archivistico e storico locale nella scoperta del manoscritto. Vettore fornì informazioni sulla vicenda dell’archivio familiare e mise a disposizione alcuni documenti ancora non studiati. Proprio tra quelle carte venne rinvenuto il manoscritto inizialmente ritenuto “arabo”, poi identificato come testo in turco ottomano relativo al trattato di pace del 1818 tra il Regno di Sardegna e la Reggenza di Algeri. Il suo contributo fu quindi quello di conservatore, mediatore e attivatore della ricerca documentaria. L’autore dell’articolo, Riccardo Scotti, racconta di aver contattato Giancarlo Vettore mentre stava studiando la contessa Ines Castellani Fantoni, detta Memini, scrittrice legata al Verismo. Vettore viene coinvolto perché vive nel luogo, Azzate, dove la scrittrice trascorse gli ultimi anni e dove si trovava la residenza della famiglia.

È un esempio significativo del modo in cui Giancarlo sapeva trasformare il documento in occasione di conoscenza, aprendo nuove strade anche ad altri ricercatori.

Ma ciò che più desideriamo ricordare è il suo modo di condividere il sapere. Giancarlo non custodiva la conoscenza con gelosia personale: la offriva con semplicità, anche a chi arrivava da fuori, anche a una “forestiera”, perché per lui la storia non era “possesso individuale”, ma vero “bene comune”. In questo è stato un vero esempio di valore attivo, di amore per il proprio territorio e di attaccamento alla conoscenza intesa come cura.

La sua opera non riguardava soltanto i beni concreti - ville, chiese, archivi, documenti, opere d’arte - ma anche quella memoria più sottile e profonda che tiene viva la specificità di una comunità. Una memoria fatta di nomi, luoghi, famiglie, passaggi, racconti e radici; una memoria che appartiene a ogni abitante di Azzate e della Valbossa, originario o arrivato in seguito, perché conoscere la storia di un territorio significa anche imparare ad abitarlo con maggiore consapevolezza.

Negli ultimi anni, segnati da difficoltà di salute, Giancarlo risiedeva in una struttura nel Comasco. Il suo legame con Azzate, tuttavia, non si è mai spezzato. Il suo nome resterà unito alla storia del nostro paese, alla memoria dei Bossi e alla valorizzazione delle radici più profonde della nostra comunità.

A Giancarlo Vettore va il nostro saluto riconoscente, qui di seguto alcuni 'appunti visivi' di Giancarlo:

 

Dicembre 2019 - Riconoscimento a Giancarlo Vettore, con il Sindaco Gianmario Bernasconi in occasione delle borse di studio "Professor don Umberto Colombo" [foto ProAzzate]

 


Settembre 2019 - "Andar per Ville... ad Azzate", visite guidate fra le dimore azzatesi, qui Giancarlo presso la l'Antica Stanza Cortese [foto ProAzzate]

 

Dicembre 2016 - Incontro con l'Ing. Carlo Alberto Carutti in sala Triacca. Giancarlo, primo a sinistra. Sopra Angelo Tibiletti, Carlo Alberto ed Anna Bernardini [foto ProAzzate]


Marzo 2017 - l'Ing. Carlo Alberto Carutti torna ad Azzate, in visita all'Antica Stanza Cortese. Alberto, Giancarlo e Roberto Faravelli [foto ProAzzate]

 

Settembre 2016 - Visita per Azzate, in occasione di una ricorrenza del fu barone Giuseppe Baroffio Dall'Aglio (illustre azzatese)  [foto ProAzzate]



Luglio 2016 - Ultima visita al "Castello di Azzate", prima della vendita [foto ProAzzate]




Maggio 2015 - Speciale visita con ospiti da Crema, nella chiesa sconsacrata di Sant'Antonio, proprietà Colli [foto ProAzzate]



Dicembre 2013 - Visita guidate da Giancarlo Vettore in Villa Bossi Tettoni Benizzi Castellani in occasione di una edizione del Mercatino di Natale [foto ProAzzate]




Ottobre 2013 - Giancarlo Vettore, un libro aperto e generoso sulla storia di Azzate, nel ‘141tour’ organizzato da VareseNews.it [foto ProAzzate]

 


Anno 2013 - Incontro "storico" con il critico d’arte Philippe Daverio ad Azzate [foto ProAzzate]

 


Anno 2006 - Aciate "gruppo di ricerca storica", raffronto del "Cristo morto" di Hans Holbein e la copia azzatese, con Don Luigi Cantu. [foto archivio privato]

 

Anno 1985 - All'interno della redazione del gAzzatino della Valbossa, Giancarlo il primo a destra [foto archivio privato]




Anni '70 - Giancarlo con il coadiutore don Alberto Isella [foto archivio privato 'don Alberto Isella']


Anno 1958 - Giancarlo chierichetto, con don Angelo Cremona. Presso la latteria di via Volta per la benedizione del "Consorzio Lattiero Azzatese" [foto archivio privato 'don Alberto Isella']

L'Astrovia della Val Bossa

Astrovia della Val Bossa

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